/*PRETTY_GIRLS_M@KE_GR@VES*/
domenica, 24 maggio 2009
Una mela, la foto di un lampione, un marasma, un complimento e credo un banner col nome di una vecchia canzone. Ecco tutto.
Scritto da MarcoDC85 alle ore 19:38 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 05 giugno 2007
Arsenico e Vecchi merletti


Ecco, mi piace ricordare il mio tempo da ragazzetto.

Nel mio tempo da ragazzetto, c'era un pallone. Un pallone a cerchi concentrici bianco, nero, bianco, nero, bianco, nero, bianco, nero, bianco, nero. Idris, si chiamava. Il caro Idris, calciato con giusta potenza e precisione si schiacciava come se avesse tirato Mark Lenders.
Spesso succedeva che io, Idris, D., M. e Z. passassimo il tempo giocando a calcio davanti alla chiesa, sfruttando un pezzo di facciata considerato "la porta".

C'erano anche un tot di diottrie, nel mio tempi da ragazzetto.
Tipo, erano i primi tempi in cui perdevo la vista no?
Sovente, si presentava la seguente situazione:

(M. calcia Idris)

M.:
Ocio!

(Pex colpito in pieno viso, non prima di essersi chinato in avanti e aver strizzato gli occhi)

M., D. e Z.:
Hahahahaha
Pex: Merda!

Nulla da dire. Se mi fossi visto, avrei riso anche io.
C'erano però un sacco di inconvenienti, nell'essere colpiti in pieno viso da Idris: per esempio il bastardo, con la sua convessità al momento dell'impatto, faceva in modo la fase di rincoglionimento arrivasse in ritardo.

M.: Ehilà, steto bene?
Pex: Eh, bene, cazzo.
M.: Eh, dai! Vuto un po' d'acqua?
Pex: Si.

(Pex prende la bottiglia, beve)


Pex:
Grazie.
M.: Pre..

(Pex consegna la bottiglia a un passante)

Il problema più consistente stava però nei grattoni, ginocchia e gomiti sbucciati: ferite, insomma. Ora viene il bello.
Evitando di menzionare l'indescrivibile fastidio provocato dal movimento di una delle giunture lese, il parente medio ti fa: "Mettiamo un po' d'acqua ossigenata?". La scena, la conoscete tutti.

Zia:
Su, tanto non fa niente.
Pex: Brucia.
Zia: Ma no!
Pex: Puoi ferirti per provarmelo.
Zia: Uhm. Beh, allora almeno un po' d'acqua no?
Pex: Hm. Ok.

Ecco, qui la zia media gioca l'asso.
Apre il rubinetto, fingendo di riempire il bicchiere d'acqua potabile versa invece quella ossigenata.
Non me ne avvedo.
 
Zia: Ecco.
Pex: Posso?
Zia: Si, fai t..
(Pex beve)

Tum
Scritto da MarcoDC85 alle ore 20:18 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 13 aprile 2007

Mi sento come un sacco di vomito

Quando mi faccio la barba ho prurito sotto il mento. Tanto che vorrei urlare.
Penso andrò a correre, ho magiato troppo.

Ogni tanto mi piacerebbe qualcuno mi mandasse a fanculo, se sbaglio. Se so di aver sbagliato, mi aspetto che una stronza, un angelo senz'ali ma candido come una salvietta mi mandi a fare in culo, mi dia del figlio di puttana.
Voglio reazioni normali per dio. Niente, niente, solo maledetto servilismo.
Pongo un veto? Il paggio ascolta. Il paggio non mi ama, ha paura.
Odio questo, questo perchè odio i cani. Iniziativa, se ne hai di balle, non fedeltà.

Devo bere, per immaginarlo, un fanculo, sei un fottuto figlio di troia, che lo scroto ti imploda risucchiandoti la testa di cazzo, che ti si sventrino le budella, muori, devo bere, è assurdo, allora quando il cervello naviga nel seno del tuo sacco del vomito, al su e giù della sinusoide, che sembrano due belle tette, ricordi cosa hai di bello e cosa vorresti fosse e non è.
Non si può avere sempre ciò che si vuole, allora io mi porto sempre la macchinetta, una foto, di quando provo un'emozione cattiva, rabbiosa. Dicono sia meglio così, grazie Mark.
Merde, non mi va più di scrivere, vado a correre.
Madonna che prurito del cazzo.

Scritto da MarcoDC85 alle ore 15:00 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 03 aprile 2007

abruzzi


C'è quella cosa nella vita che cerchi di continuo e non riesci mai a.
Tipo ascolti un pezzo degli eels e ti ritrovi a pensare bello questo passaggio com'è che il ritmo mi prende così, cerchi di ascoltarlo meglio spostando la barretta di winamp, rewind, ancora ma niente, non capisci, o quando provi a immaginare la morte, il tuo dopo è il nulla, una bara che vaga nello spazio a ritmo di daisies of the galaxy, milioni di persone che si muovono e vivono senza la tua presenza, senza la tua stessa coscienza, non stai nemmeno immaginando perchè, semplicemente, non ci sei. C'è un blocco, un limite invalicabile alt! e finita lì.
E' il non riesci.
Non riesci qui, non riesci a far stare in piedi i 20 cent o la duracell, non riesci a fotografare un abruzzi di Bresson, non ci riesci e vrrrrrrrrrrrzzzzzZ!, tac!, click!, bleah.
Non so. Così scuoti la testa, torni alle tue vecchie preziose cose, i tuoi due o tre scritti, le tue cartoline, le tue vecchie foto con le facce affabili dell'ohhhh, del uau, del bello quella volta è stato figo dovrei rifarlo, che è come la sabbia stretta nei pugni, la polvere.
E poi? Poi stai lì ebete, che hai voglia di uno stimolo, una chiacchierata, una pacca sulla spalla, un negroni.

Oppure fai di tutto per amare, di nuovo.

Scritto da MarcoDC85 alle ore 12:18 | Permalink | commenti
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lunedì, 12 marzo 2007

Emendatio di un Amore finito

 
 
Lungo travaglio del mio amico verso la dipartita, il distacco dalla sua droga personale.
Maledetta volubilità. Una donna può farti fare ogni genere di sconcezza o errore: devi essere forte, come Hercules.
 
Atlanta: Dai, lascia perdere Xena, ti preparo un buon sidro e poi se vuoi posso metterti.. a tuo agio
Hercules: Ah.. sei gentile, ma non..
Atlanta: Niente ma.. eddai, lasciati guidare da Eros... (ammiccando complicemente)
Hercules: Eros? Guarda che Xena non c'entr..
Atlanta: Ebbasta con questa Xena, dai che hai capito, posso essere molto birichi..
Hercules: Atlanta
Atlanta: ..na.. Uhm?
Hercules: Menelao, non Xena.
Atlanta: ..Menelao?
Harcules(annuendo): ...HM.
Atlanta: ...
 
Devi saper resistere: quando lei ti lascia, lo so, è sempre difficile superare il periodo di annebbiamento.. sai, ci siamo passati tutti.
La cosa peggiore è che non si attiva un meccanismo di difesa, anzi: tendiamo a perderci in un "antimisticismo" fatto di paranoie, rimpianti, rimorsi.
Il senso sta nel masochismo intrinseco a noi stessi, credo, unito alla nostra sensibilità.
Molte teorie filo buddhiste ti spingerebbero verso un rifiuto, un'astrazione dal tuo dolore lungo la contemplazione di esso da esterno: Evita. 
 
Pensa solo che ti rimane ancora molto: amici, lavoro, primavera in arrivo, prostitute, alcol (ah no.. povero astemio miscredente) e soprattutto, la condizione di single.
Di base, puoi vederla come un'insieme di fasi, e reagire ad ognuna con sarcasmo, cinismo, quello che ti pare:
 
PRIMA FASE: Contraccolpo
 
Qui il peso è forte. Ci rendiamo conto lentamente di quello che il lasciarsi comporta a livello negativo, ci assale una miriade di pensieri circa ciò che abbiamo perso, stiamo perdendo.
Da qui il rifiuto, non ci stiamo, vogliamo alterare le scelte, le decisioni e, non potendo, ci deprimiamo.
 
SECONDA FASE: Rimpianto
 
Depressione implica paranoia.
Nascono le idee di errore, i rimpianti appunto, riflettiamo su ciò che avremmo potuto fare per evitare la catastrofe e parallelamente pensiamo a quante cose belle avremmo potuto vivere con il partner se solo ci fosse stato più tempo per agire, per amare, se fossimo stati meno pigri. Non è tutto.
Pensiamo che difficilmente troveremo qualcun'altro che ci ami, che ci gratifichi con il suo considerarci grandi, forti, intelligenti, capaci.. forse, basterebbe il suo considerarci.
La quantità di alcol che ingeriamo è direttamente proporzionale al dolore che proviamo, cioè a livello 4, da codice rosso.. sai, come quella volta che ero così ciocco da cambiare personalità!
 
(Pex, reggendo il cavo del frullatore)
Stopp: Dai Pex, mollalo.
Pex: Non so di chi parli. Io sono De Angelis, Francesco De Angelis. Cazza la randa, muoviti.
Stopp: Non poss.. cazzo, quello è un frullatore, non una barca.
Pex: Oddio... Questo mozzo ha ragione! Che sto facendo? Tu, aiutami ti prego.. non so dove sono!
Stopp: Finalmente! Credevi di essere un marin..
Pex(sguardo concentrato e bocca semiaperta, fissa Stopp mentre gli lega il cavo del frullatore al braccio): Ecco qua...
Stopp: ..aio.
Pex: ..così dovrebbe andare.
 
TERZA FASE: Rimozione

Astratti dall'oppressione delle seghe mentali, ricominciamo a vivere nelle piccole cose, senza grandi progetti ma con forza vitale rigenerata.
Il tasso alcolico nel sangue cala sensibilmente, facendoci ricordare che quel caseggiato dove viviamo è la cuccia del cane da guardia del ristorante cinese, il che spiega le numerose lacerazioni su tutto il nostro corpo e l'inspiegabile austera espressione facciale della gente che ci cammina incontro.
Gli amici diventano così importanti da diventare loro accolito, facendo da parafulmine per le loro paranoie amorose o ballando i Modena City Ramblers per loro diletto in cambio di qualche minuto di compagnia.
I veri amici vi sopportano finchè possono, grazie a dio.
 
QUARTA FASE: Liberazione
 
Liberi dal pensiero ricorrente, già ce la facciamo con un'altra e, se così non è, stiamo comunque frequentando gente nuova.
Il suo ricordo è ormai lontano, la percezione che prima ci schiacciava è vanto ora, causa superamento di un periodo così difficile.
Naturalmente, non dimentichiamo le buone abitudini, facendone un leit motiv:

Stopp: Così, finalmente, sta meglio.
Pex: Si, l'ho notato. Vai con idrossiclorochina associata a cortisone.. ah, tieni occupata la Caddy mentre tento la fuga.
Scritto da MarcoDC85 alle ore 14:06 | Permalink | commenti
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giovedì, 01 marzo 2007

ho pensato che non fa male a nessuno che stia qui. un post all'anno, ma lo scriverò forse. rimando al link nel post precedente.

DEN?

Durante il viaggio in automobile i due interlocutori ebbero una rapida discussione sul possibile reciproco disagio che le loro situazioni imponevano, impongono, un po' mentendo l'uno, un po' esagerando l'altro, non necessariamente nei confronti del proprio amico.
Il chiacchiericcio del cuore sortisce spesso un effetto compromettente all'interno di un discorso, impone un certo disagio se non siamo pronti e capaci su un argomento che può spaventarci o coglierci in fallo: entrambi ne erano consapevoli, quindi il discorso si snodò attraverso una tratta dissestata, con l'unica accortezza di evitare buche e irregolarità quando possibile. In ogni caso, si trovarono segretamente d'accordo, nonostante fosse un po' come mangiare OGM.

"Allora lo hai finito quel post?"

"Si, cioè no, ma sono a buon punto"

"Che magari, all'ora in cui lo avrai terminato, quel post, sarà tardi"

"Tard..?"
 
"No no, non tardi, non è mai tardi.. Intendevo, magari sarà finito il tuo castello, l'andirivieni del tuo trasferirti verso il tuo sogno preferito, raggiunto così spesso che si, fa parte di te, che so, è il tuo braccio quando timbri il biglietto, in una di quelle vetuste macchinette gialle che pare debbano obliterarlo per sentirsi ancora lì, per recepire la gente considerarle per quei due-tre secondi, o la tua gamba quando sali sulla carrozza dove, chissà, altri l'hanno già fatto con il tuo intento, il tuo pensiero, la tua vena. Sai cosa intendo, quando vaghi per le vie sconnesse e ciotolate, scomode e tanto pittoresche, per i ponti, per le piazze, si.. Non so, forse il tuo vivere a volte, sbaglio?"

"Beh.."

"Sai, magari ti sei giocato troppo: un patrimonio di parole, opere, gesti, affetto che non sapevi mica fosse tanto, così tanto. Che magari dici Stop, in certi momenti, di quelli vuoti in cui non senti perchè, soprattutto, allora sembra tutto stupido, futile. Che oh, magari fai in tempo comunque.. poi lo ammetterai, è un po' trascendente l'icona PEX85.. cioè.."

"Non è quello, vedi.."

"Scusa, vedi, si, è che ti basterebbe immaginare una tinozza vecchio stile traboccante di gonfia e candida schiuma, imbottita di sali orientali, si, sai quella roba profumata che compri nelle erboristerie.. sognare di immergerti, partendo dai piedi, sensibili che sembrano pungere per il calore dell'acqua, piano piano evitando il rubinetto dorato, poggiare le mani sui bordi della vasca per arrivarci, si, fino a sentire il solletico sul collo.. che, alla fine, non ti sembra mai questo granchè, ti piace di più l'idea. O che so, un rifugio quota 2900 metri: via la giacca, scarponi slacciati e abbandonati, assi del pavimento cigolanti nel tuo lento e dinoccolato camminare sui piedi, ormai gonfi e stanchi, verso il bancone, come un ultimo sforzo per l'agognato piacere che alla fine sta tutto nella fatica, negli scricchiolii della sedia malandata e dello scoppiettio del fuoco. Fa da cornice ad una bollente tazza di cioccolata, coperta e camino a regalare torpore e luce soffusa, fuori dalla finestra foschia o neve: poi, sai, in quei momenti non ti importa in verità, perchè sei forte nel tuo castello di piaceri, dei segni del tuo benessere, così ti diletti ad appannare un vetro, disegni, scrivi, cancelli e ricominci come una lavagna."

"Va a momenti sai"

(l'altro, prepotente)
"O al mare, una spiaggia: si, una spiaggia, deserta, con palme alla tua destra, distesa marina dall'altra. Mentre passeggi sulla sabbia, affondi bene i piedi fino a sentire quella fredda e compatta, che ti serviva nella costruzione di piste per le tue biglie, guardi su e ecco un cielo stellato come non mai, alla ricerca della tua, di stella, sapendo che forse, se ci pensi, stai sbagliando direzione (ammiccando). Sennò, sai la classica collina a strapiombo sulla tua cara città? Luci tremolanti, di un ambiente che sovente riconosci solo per il suo grigiore, che si fondono con un sentore di aria leggera così raro nel tuo tran tran, allora carpe diem no? Respiri a pieni polmoni per una volta! Da sfondo, pulviscolo violaceo o arancio causa le grandi ciminiere che, nonostante tutto, aggiunge magia all'ambiente, così completi tutto con le caramelle appena comprate alla fiera, coccodrillini, stelle e girelle. Oppure un concerto? Del tuo gruppo preferito, che suona la TUA canzone, così lenta e dolce, quella che non puoi fare a meno di ascoltare, quella che ti ha accompagnato in ogni istante in vita."

"Credimi non penso si debba.."

"Credimi tu.. vabè, io faccio il romantico, ma questo è il senso della piacevolezza, della serenità, del momento perfetto, come lo immagini, come lo immaginano, generalmente, che magari tutto questo è anche snobbato, che non è più il piacere di molti, non so, che importa? Il fatto è che.."

"Il fatto è che se ci pensi non te ne può fregare di meno, se lei non c'è, di niente di questo."

Superano palazzetto e piscine, si tuffano nella nebbia di via Kennedy.

Scritto da MarcoDC85 alle ore 19:25 | Permalink | commenti
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mercoledì, 21 febbraio 2007
Aspetto ancora di incontrare almeno uno, un solo vero amico
Scritto da MarcoDC85 alle ore 19:40 | Permalink | commenti (5)
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mercoledì, 31 gennaio 2007

Questo è probabilmente l'ultimo intervento che dovrete sorbirvi.
Può essere divertente, fate un ultimo sforzo.

PREGO I POCHI CHE MI HANNO LINKATO DI DIROTTARE A QUESTO INDIRIZZO:

http://pex85.spaces.live.com/

L'importanza dei puntini

Ho ricevuto lamentele sul fatto che non scrivo più come una volta, poi vi ho fatto il romantico, che non è perfettamente in linea con il Pex che avete in mente, quindi presto Bob Marley verrà sacrificato sull'altare della demenza.
Per l'ennesima volta.
(in realtà, non me ne frega nulla delle lamentele, ma sono bene accette, anche se un po' poi ci penso, ma mi piace riceverle, nonostante me ne sbatta, però accetto le critiche, ma mi state sul cazzo)

Se c'è una cosa che ho sempre mal sopportato e somatizzato, che mi rende molto nervoso a livello un turco caffeinomane in astinenza, quella è il silenzio quando non dovrebbe esserci.

Sapete la situazione tipo, quando state tornando in macchina verso casa con gente poco conosciuta salvo un vostro amico, e impera uno stato vegetativo generale invece di un'animata discussione su sesso, alcolici, droghe, automobili o politica.
L'idea è quella di aprire bocca e buttare lì un argomento, ma il dannato cervello non riesce a sputare nulla di buono, quindi vi affidate al vostro proverbile sesto chakra e ve la giocate sull'istinto, sparando un nome a caso tra le amebe sedute sul divano posteriore della macchina.
Il problema è che, come ben sapete, la mia memoria è uno scolapasta, il che crea qualche disguido a livello sociale e relazionale:

Pex: Hahaha si, come quella volta che ero con una e abbiamo schernito un certo Erik.. non ricordo cosa facesse di cognome, tipo Bacchi..
NuovoArrivato: .. ah.. si eh? (annuendo)
Pex: Si si, occhi azzurri e sempre un cappello in testa, praticamente non si capiva che in realtà i capelli erano rossi e..
(Erik toglie il cappello)

Pex: Senti, Francesco, m'han detto che..
Franco: Franco.
Pex: Si certo! Mi hanno detto, non ricordo chi, che hai preso la macchina nuova e..
Franco: L'ho distrutta ieri, per questo stasera...
Pex: ...Ah. Mi spiace.. Chissa chi mi ha det..
Franco: Lascia. Sono stato io a dirtelo, circa 20 minuti fa.

Pex: Allora, Claudia, il compleanno, quando lo festeggi?
Claudia: Stasera.

Mi sono fatto una ragione di tutto questo, la cosa è perfettamente normale, non tutti hanno voglia di essere ammorbati con una discussione sugli Orsi del Kispios o peggio sul loro promotore alle tre di notte, quindi ho deciso di regolarmi, evitando abilmente gaffes imbarazzanti.
Il difficile del raggiungere questo status stoico e indifferente, sta nel fatto di imparare ad apprezzare il silenzio, come forma di riposo mentale, ascolto di suoni e rumori che di solito non udiamo (per esempio, il semiasse della macchina che sta per spezzarsi o gli ultimi neuroni che partono verso lidi più popolati).
Io ci ho provato, si, con il mio amico Bruno: è un tipo piuttosto irsuto, non parla molto ma ascolta.

Pex: Hei
Bruno: ...
Pex: Buonasera eh?
Bruno: ...
Pex: Loquace come al solito.
Bruno: ...
Pex: Vuoi sapere come è andata vero?
Bruno: ...
Pex: Beh, non ci è stata a 'sto giro.
Bruno: ...
Pex: Stai forse ridendo?
Bruno: ...
Pex: No scusa, sono un po' provato sai, i due di picche.. ma tu capisci.. cosa consigli?
Bruno: ...
Pex: Si, hai ragione, devo non farmi sentire per un po'. Sei molto saggio.
Bruno: ...
Pex: Lo sai eh? Si.. Ora vado a letto..
Bruno: ...
Pex: Buonanotte.
Bruno: Buonanotte sfigato.
Pex: ..!?

Bruno è un peluche.

Scritto da MarcoDC85 alle ore 15:03 | Permalink | commenti
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martedì, 30 gennaio 2007

Il paraculo che è in te

Ho sempre avuto una fervida immaginazione.
Ricordo ben distintamente quello che mi diceva l'insegnante di inglese delle medie:
 
(le seguenti, sono solo frasi calunniose raccontate dall'amico Turta, date la fatto che ogni tanto mi perdevo a fissare lo stipite della porta sbavando e sbattendo le palpebre a intermittenza)
Papà Castoro: Ecco spiegato perchè ti prendono in giro. I tuoi denti davanti sono uguali ai miei. Questo mi ricorda quella storia di mio nipote che..
Pampero: Shhhh, per dio.
Pex: Oh..
Pampero: Triste? Toh, bevi.
Charlie Brown: Si, però ha ragione, con quelli, non te la caverai.
Pex: Da che pulpito..! A proposito, una domanda.. ma scusa, snoopy vola davvero sulla cuccia o sta sempre fermo nello stesso posto?
Charlie Brown: (con una voce strana) Cosa stavo dicendo?
Pex: Parlavi dei miei denti. Ma ora dimmi della cuccia.
(pex rinviene scopre a malincuore che è in classe, e la professoressa con un viso compassionevole gli sta ripetutamente chiedendo "cosa stavo dicendo?")
Pex: Ah.. Ehm...
(pex fugge vincendo la velocità della luce, lasciando un ologramma di sè che ripete "sono attento" ogni 5 minuti)
 
Il fatto è che perdersi tra le nuvole è soprendentemente piacevole: segnare un goal contro una squadra qualsiasi da infante, farmi pamela anderson durante l'adolescenza, possedere una Subaru Impreza in tempi più recenti con Pamela Anderson dentro, avere un altro esempio tutt'ora.
Mi rendo conto che la mia esperienza è come una sedia all'IKEA, ma esiste una quantità di modi tale per perdersi in strani pensieri e viaggi extrasensoriali che possiamo solo dichiarare il più rinomato e fottutamente dannoso.
 
Sapete.. parlo di quella cosa che ti seda e ti accende, quella che ti uccide e ti rigenera, quella che non guarda in faccia a te perchè ti senti un povero sventurato nè a lui che è un gran figo.
Mi riferisco a ciò che ti fa camminare a un metro da terra e ti affonda nel vuoto più assoluto, che lega due vecchi che non hanno nulla da chiedere alla vita e ditrugge un adolescente alle prime armi.
Parlo di quello che convince un irrimediabile narcisista come il sottoscritto a dire: "sei ancora convinta io ti piaccia?", che mi fa sorridere come un beota davanti a un monitor facendomi prendere per scemo.

Parlo del paraculo che è in tutti noi, e della persona che lo gratifica e lo fa imbestialire, lo esalta e lo svilisce, quella che l'ha portato lassù e un giorno lo calcerà via, come in un perfetto Houellebecq.
..e nel mare di paranoie, fantasie, castelli in aria, il caposaldo è sempre lei.
 
Grazie Dani.
Scritto da MarcoDC85 alle ore 12:28 | Permalink | commenti
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mercoledì, 24 gennaio 2007

Domani, è un altro giorno

"Allora ho beccato 'sta 33enne e l'ho fermata, e vai di limone!"
"E lei?"
"Lei ha detto che ha 33 anni, non si mette lì a fare queste cose con un 23enne, le ha già fatte alla sua età e.. e poi ancora limone!"
"Già"
 
Mi piace vedere il mondo dalla mia prospettiva, spesso considero quella degli altri sbagliata, inesatta. E' facile, basta evitare di pensare al fatto che gli individui che mi stanno intorno hanno vissuto quanto o più di me, ergo hanno un'opinione propria e legittima: questo cancella ogni tipo di pensiero da fusione cerebrale, schivando anche la possibilità di sembrare volubile.
 
Personalmente sono rimasto legato fino a una certa età al pensiero stilistico di "via col vento", dell'amore idilliaco e della repulsione al sesso facile. Poi, mi sono accorto che ero solo.
Le cose sono cambiate. Nel mondo, in generale, il concetto stesso del corteggiamento si riduce spesso a "mi piaci, scopiamo".
Penso però l'individuo medio abbia una strana concezione dell'attività copulatoria in sè, e che essa vari a seconda dell'età.
Nella media generale, ci sono 4 fasi principali, con 4 dialoghi base:
 
ADOLESCENZA (13-18)
 
I ragazzi sono tremendamente eccitati, le ragazze disinibite e si bomba come ricci.
Va detto che l'attività di corteggiamento è lunga e a volte perniciosa. Si soffre davvero, colpa di Joey Potter, le ragazze si sentono attrici di telefilm e hanno bisogno di soffrire e far soffrire.
Quando finalmente la coppia si unisce, il magico avvicinamento si ha dopo un po' di tempo, di quantità variabile.
In ogni caso, dopo circa un mese lei molla il ragazzo per andare con un'altro e farselo subito, o lui si annoia e va a soffrire con un'altra.
 
Lui: Senti ma.. noi, nel senso, prima o poi..
Lei: Certo, si.. chiaro..
Lui: Sai, io ti rispetto e..
Lei: Si, per questo mi piaci e ti amo.
 
(due ore dopo)
 
Lui2: Ohi, faccia da culo
Lei: Ciao! Dai non chiamarmi così. Senti, ti va di venire a casa mia sabato?
Lui2: Ok, basta che ci stai e dopo mi lasci in pace
 
POST-ADOLESCENZA (18-26)
 
Questa è una fase interessante, la più piacevole; i ragazzi hanno vissuto le loro esperienze, si sentono pronti a un rapporto più serio, la botta e via non basta più.
La vita sessuale è eccitante, lo si fa spesso e bene, senza tradimenti e simili scorrettezze.
Una specie di anticamera alla vecchiaia.
 
Lui: Ehi, è da un po' che ci penso e.. si sai..
Lei: Si?
Lui: Si, pensavo.. si dai, hai capit..
Lei: Si
Lui: Si?
Lei: Si.
Lui: Sicur..
Lei: Si cazzo.
 
PRE-MATURITA' (27-35)
 
Lo sappiamo, il corpo sta cedendo.
Cominciamo a guardare il nostro involucro con odio, lo specchio è un bastardo che ricorda ogni mattino che la nostra giovinezza è sparita, il decadimento si avvicina a grandi passi, inesorabile.
sentiamo immediatamente l'impulso di fare sesso e ancora sesso con più persone possibili, perchè non ne avremo più la possibilità.
Finiamo per farlo al primo, al secondo appuntamento.
 
Lui: Hmm?
Lei: Si
 
MATURITA' (36 in su)
 
Abbiamo trovato qualcuno non troppo decandente e la cui personalità ci lascia sempre sorridenti, eviatando di immaginare che sposando questo/a tizio/a faremo il più grosso errore della nostra vita.
Lo sposiamo. Sempre.
 
Lui: Che dici, stasera facciamo follie?
Lei: Ahh.. la testa.
Lui: Ma stai ascoltando lo stereo.
Lei: A-A-A-A!
Lui: ..
 
(lui esce, con la macchina va a comprare l'inserto di Panorama)
Scritto da MarcoDC85 alle ore 16:46 | Permalink | commenti (1)
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